30 de diciembre de 2006

Utilidades para el blog - periódico

Buscando recursos en la red para introducir elementos que enriquezcan los blogs he encontrado una página donde se puede crear una noticia personalizada en un periódico inventado. Yo he hecho la prueba y el resultado ha sido éste:




La página ruega que se utilice un nombre de periódico ficticio y permite grabar el propio archivo generado con la extensión jpg o hacerse usuario gratuitamente para compartir con otros el archivo.

29 de diciembre de 2006

Obres al carrer

Ja sé que torno a repetir el que havia dit abans. De fet quan vaig començar aquest blog ja vaig parlar de les obres del carrer. Ara voldria mostrar altres imatges però seqüenciades. Aprofito que he descobert com presentar al blog presentacions tipus Powerpoint o bé OpenOffice fent servir la página de Slideshare.

Jo, usuària de linux com sóc, he preparat la presentació fent servir Impress de l'OpenOffice. Pot servir de mostra dels resultats.

Les obres que es veuen són les meu carrer. I la resta d'explicacions surten a la presentació. L'única cosa que veig que no ha quedat bé és la lletra. Havia seleccionat una de molt bonica i surt una molt stàndard, i les mesures no queden bé.

Imágenes de mitología



Go to ImageShack® to Create your own Slideshow

17 de diciembre de 2006

Le venti regole de Van Dine

Hace tiempo que leí estas reglas de oro de la novela policíaca. Me llamaron mucho la atención y quiero trasncribirlas aquí. (desde aquí)

1. Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Tutti gli indizi e le tracce debbono essere chiaramente elencati e descritti.

2. Non devono essere esercitati sul lettore altri sotterfugi e inganni oltre quelli che legittimamente il criminale mette in opera contro lo stesso investigatore.

3. Non ci deve essere una storia d'amore troppo interessante. Lo scopo è di condurre un criminale davanti alla Giustizia, non due innamorati all'altare.

4. Né l'investigatore né alcun altro dei poliziotti ufficiali deve mai risultare colpevole. Questo non è buon gioco: è come offrire a qualcuno un soldone lucido per un marengo; è una falsa testimonianza.

5. Il colpevole deve essere scoperto attraverso logiche deduzioni: non per caso, o coincidenza, o non motivata confessione. Risolvere un problema criminale a codesto modo è come spedire determinatamente il lettore sopra una falsa traccia, per dirgli poi che tenevate nascosto voi in una manica l'oggetto delle ricerche. Un autore che si comporti così è un semplice burlone di cattivo gusto.

6. In un romanzo poliziesco ci deve essere un poliziotto, e un poliziotto non è tale se non indaga e deduce. Il suo compito è quello di riunire gli indizi che possono condurre alla cattura di chi è colpevole del misfatto commesso nel capitolo I. Se il poliziotto non raggiunge il suo scopo attraverso un simile lavorìo non ha risolto veramente il problema, come non lo ha risolto lo scolaro che va a copiare nel testo di matematica il risultato finale del problema.

7. Ci deve essere almeno un morto in un romanzo poliziesco e più il morto è morto, meglio è. Nessun delitto minore dell'assassinio è sufficiente. Trecento pagine sono troppe per una colpa minore. Il dispendio di energie del lettore dev'essere remunerato!

8. Il problema del delitto deve essere risolto con metodi strettamente naturalistici. Apprendere la verità per mezzo di scritture medianiche, sedute spiritiche, la lettura del pensiero, suggestione e magie, è assolutamente proibito. Un lettore può gareggiare con un poliziotto che ricorre a metodi razionali: se deve competere anche con il mondo degli spiriti e con la metafisica, è battuto "ab initio".

9. Ci deve essere nel romanzo un poliziotto, un solo "deduttore", un solo "deus ex machina". Mettere in scena tre, quattro, o addirittura una banda di segugi per risolvere il problema significa non soltanto disperdere l'interesse, spezzare il filo della logica, ma anche attribuirsi un antipatico vantaggio sul lettore. Se c'è più di un poliziotto il lettore non sa più con chi stia gareggiando: sarebbe come farlo partecipare da solo a una corsa contro una staffetta.

10. Il colpevole deve essere una persona che ha avuto una parte più o meno importante nella storia, una persona, cioè, che sia divenuta familiare al lettore, e lo abbia interessato.

11. I servitori non devono essere, in genere, scelti come colpevoli: si prestano a soluzioni troppo facili. Il colpevole deve essere decisamente una persona di fiducia, uno di cui non si dovrebbe mai sospettare.

12. Ci deve essere un colpevole e uno soltanto, qualunque sia il numero dei delitti commessi. Il colpevole può aver naturalmente qualche complice o aiutante minore: ma l'intera responsabilità e l'intera indignazione del lettore devono gravare sopra un unico capro espiatorio.

13. Società segrete associazioni a delinquere "et similia" non trovano posto in un vero romanzo poliziesco. Un delitto interessante è irrimediabilmente sciupato da una colpa collegiale. Certo anche al colpevole deve essere concessa una "chance": ma accordargli addirittura una società segreta è troppo. Nessun delinquente di classe accetterebbe.

14. I metodi del delinquente e i sistemi di indagine devono essere razionali e scientifici. Vanno cioè senz'altro escluse la pseudo-scienza e le astuzie puramente fantastiche, alla maniera di Giulio Verne. Quando un autore ricorre a simili metodi può considerarsi evaso, dai limiti del romanzo poliziesco, negli incontrollati domini del romanzo d'avventure.

15. La soluzione del problema deve essere sempre evidente, ammesso che vi sia un lettore sufficientemente astuto per vederla subito. Se il lettore, dopo aver raggiunto il capitolo finale e la spiegazione, ripercorre il libro a ritroso, deve constatare che in un certo senso la soluzione stava davanti ai suoi occhi fin dall'inizio, che tutti gli indizi designavano il colpevole e che, s'egli fosse stato acuto come il poliziotto, avrebbe potuto risolvere il mistero da sé, senza leggere il libro sino alla fine. Il che - inutile dirlo - capita spesso al lettore ricco d'istruzione.

16. Un romanzo poliziesco non deve contenere descrizioni troppo diffuse, pezzi di bravura letteraria, analisi psicologiche troppo insistenti, presentazioni di "atmosfera": tutte cose che non hanno vitale importanza in un romanzo di indagine poliziesca. Esse rallentano l'azione, distraggono dallo scopo principale che è: porre un problema, analizzarlo, condurlo a una conclusione positiva. Si capisce che ci deve essere quel tanto di descrizione e di studio di carattere che è necessario per dar verosimiglianza alla narrazione.

17. Un delinquente di professione non deve mai essere preso come colpevole in un romanzo poliziesco. I delitti dei banditi riguardano la polizia, non gli scrittori e i brillanti investigatori dilettanti. Un delitto veramente affascinante non può essere commesso che da un personaggio molto pio, o da una zitellona nota per le sue opere di beneficenza.

18. Il delitto, in un romanzo poliziesco, non deve mai essere avvenuto per accidente: né deve scoprirsi che si tratta di suicidio. Terminare una odissea di indagini con una soluzione così irrisoria significa truffare bellamente il fiducioso e gentile lettore.

19. I delitti nei romanzi polizieschi devono essere provocati da motivi puramente personali. Congiure internazionali ecc. appartengono a un altro genere narrativo. Una storia poliziesca deve riflettere le esperienze quotidiane del lettore, costituisce una valvola di sicurezza delle sue stesse emozioni.

20. Ed ecco infine, per concludere degnamente questo "credo", una serie di espedienti che nessuno scrittore poliziesco che si rispetti vorrà più impiegare; perché già troppo usati e ormai familiari a ogni amatore di libri polizieschi. Valersene ancora è come confessare inettitudine e mancanza di originalità:

a) scoprire il colpevole grazie al confronto di un mozzicone di sigaretta lasciata sul luogo del delitto con le sigarette fumate da uno dei sospettati;
b) il trucco della seduta spiritica contraffatta che atterrisca il colpevole e lo induce a tradirsi;
c) impronte digitali falsificate;
d) alibi creato grazie a un fantoccio;
e) cane che non abbaia e quindi rivela il fatto che il colpevole è uno della famiglia;
f) il colpevole è un gemello, oppure un parente sosia di una persona sospetta, ma innocente;
g) siringhe ipodermiche e bevande soporifere;
h) delitto commesso in una stanza chiusa, dopo che la polizia vi ha già fatto il suo ingresso;
i) associazioni di parole che rivelano la colpa;
l) alfabeti convenzionali che il poliziotto decifra.

Realmente, puedo recordar ahora más de una novela que ha inclumpido una o varias de estas leyes. Yo no me siento tan purista. Pero sí es cierto, como dice Pilar, que Donna Leon recurre en exceso a las habilidades informáticas de la signorina Elettra cuando el inspector Brunetti está investigando un caso. O también alguna novela de Anne Perry en la que hay una asociación secreta de gran poder que está en el trasfondo del homicidio.

En este sentido, me ha interesado siempre mucho la manera en que P. D. James desarrolla sus novelas, y la forma laboriosa y metódica del policía creado por Henning Mankell.

A propósito de la novela policíaca

Encuentro en la página de Negra y criminal una magnífica definición de Paco Ignacio Taibo II, de quien ya escribí una cita anteriormente:

Negra: Demasiados han abusado del termino para aplicarlo a cualquier novela con intriga. Nosotros nos quedamos con la definición de Paco Ignacio Taibo II : "Una novela negra es aquella que tiene en su corazón un hecho criminal y que genera una investigación. Lo que ocurre es que una buena novela negra investiga algo más que quién mató o quién cometió el delito, investiga a la sociedad en la que los hechos se producen. Empieza contando un crimen, y termina contando cómo es esa sociedad" (Entrevista con Ana Salado en Abc Cultural.1.Julio.2000).


También he encontrado (en vikipèdia) una aclaración muy atinada, a mi entender, de los nombres que recibe el género y sus subgéneros. Y cito:

En català, la designació d’aquest gènere és imprecisa i fluctuant; hom li aplica diversos termes indistintament. Fins als anys seixanta els termes més habituals eren novel·la policíaca i novel·la detectivesca (generalment en la forma col·loquial novel·la de detectius); novel·la criminal és més rar. També hi ha la forma popular-tradicional novel·la de lladres i serenos (encunyada als cinemes de barriada barcelonins), que avui sovint és emprada irònicament. En l’actualitat el terme més difós és novel·la negra (del francès roman noir), tot i que, com insisteixen els especialistes, aquesta designació és específica d’un dels subgèneres de la novel·la detectivesca; potser ha contribuït en aqueixa popularitat del terme novel·la negra el fet que es tracta de gairebé l’únic subgènere conreat en la literatura catalana contemporània.

En les altres llengües romàniques el panorama terminològico-conceptual és similar. Així tenim l’espanyol amb novela policíaca, novela negra, etc.; l’italià amb romanzo poliziesco i (per la coberta groga de la primera col·lecció especialitzada italiana) romanzo giallo (o, més sovint, giallo i prou); el portuguès amb romance policial, romance de detetive i romance negro (romance noir al Brasil)... En la literatura francesa –màxima potència romànica en el camp de la novel·la detectivesca— sovint hom distingeix entre el roman noir (antonomàstic de la llegendària col·lecció Série noire) d’una banda i de l’altra el roman policier (amb la contracció polar) o roman criminel, sense que hi manquin termes especialitzats tan útils com roman de detection/roman problème/roman à énigme.

La literatura anglosaxona, que, com se sap, és la primera potència mundial de la novel·la detectivesca, presenta una major estandardització terminològico-conceptual, bé que amb fluctuacions. El terme genèric hi acostuma d’ésser detective fiction (crime fiction vehicula normalment un concepte més ampli) i els subgèneres principals es designen com a whodunit (‘qui-ho-ha-fet’), police procedural (‘procediment policial’) i hard boiled (‘bull fort’ o ‘bullit a pressió’).

Ací proposem una terminologia estandarditzada basada en la sistematització conceptual, tot aprofitant l’experiència d’altres cultures i matisant la terminologia en ús en la nostra llengua. Així doncs, i atès que en aquest gènere sovint hom anomena detectiu tot investigador de crims (afeccionat, civil professional o policia), emprem novel·la detectivesca com a terme genèric amb què designar tot el gènere, equivalent, doncs, a l’anglès detective fiction. Com a termes específics designadors dels subgèneres principals emprem novel·la-enigma, novel·la policíaca i novel·la negra, equivalents, respectivament, dels anglesos whodunit, police procedural i hard boiled.

Subgèneres de la novel·la detectivesca

Els sugèneres principals de la novel·la detectivesca són els següents:

--novel·la-enigma: tracta el crim com a misteri a resoldre, la qual cosa permet desplegar les dots excepcionals de l’investigador, més o menys excèntric, en general; d’aquesta manera, el centre d’interès és la investigació en si, per damunt del crim. Sovint es desenvolupa en ambients sofisticats de classe alta i tendeix a retratar el crim com a incident aïllat i estrictament individual, mer parèntesi en un statu quo immutable i bàsicament just.

--novel·la policíaca: protagonitzada per funcionaris de la policia, en retrata els procediments.

--novel·la negra: de voluntat realista i sovint crítica, no defuig els aspectes sòrdids del crim i el tracta com a símptoma de la societat que el fa possible.

Citem, així mateix, el drama judicial, en què la investigació del crim es produeix en el context d’un judici (podent ésser l’acusat innocent o culpable) i en què l’investigador sovint és advocat o fiscal.

Hi ha altres subgèneres íntimament relacionats amb la novel·la detectivesca, però dotats de característiques que fan preferible d’encabir-los en la novel·la d’acció (per exemple, la novel·la d’espionatge i el rififì) o bé en la novel·la de misteri (per exemple, la novel·la de misteri psicològic, també coneguda com a "de suspense"). Les novel·les de gàngsters poden constituir un subgènere conjuntament, però cal incloure-les en la novel·la policíaca o en la novel·la d’acció segons l’element emfasitzat en cada obra concreta.

9 de diciembre de 2006

Máscara de contraste

Hace tiempo encontré la forma de crear una maschera di contrasto con GIMP.

Siguiendo esas pautas he aplicado el método.

1) Abrir GIMP y la foto que se quiere mejorar



La idea es aclarar un poco las partes más oscuras y oscurecer las más claras, es decir, reducir un poco el contraste.

2) Abrimos el diálogo Capas (Diálogos/Capas) y nos aparecerá la imagen llamada ahora Fondo, clicando con el botón derecho sobre esa capa seleccionamos Duplicar capa.



3) Asegurándonos de que la capa "Copia de fondo" está activada (con la banda azul) buscamos el menú Capa/Colores/Desaturar. Y la imagen de nuestra foto aparecerá en blanco y negro.




4) A continuación, y siempre con la misma capa seleccionada, clicamos sobre el menú Capas/Colores/Invertir, y entonces, la imagen aparecerá como si fuera un negativo.



Ahora ya tenemos creada la máscara de contraste. Combinándola con la capa Fondo conseguiremos una mejora de la imagen.

4) Desde la ventana del diálogo de Capas seleccionamos el Modo Solapar.



El resultado de la imagen debería ser mejor. Pero queda aún un último paso.

5) Ahora nos vamos a la ventana de la imagen que presenta ya una viveza de color más intensa, y seleccionamos Filtros/Desenfoque/Desenfoque Gaussiano y probamos con un valor entre 10 ó 30.

6) Volviendo a la ventada de Diálogo de Capas, clicamos alternativamente sobre el ojo que aparece sobre cada una de las dos capas. Al clicar sobre el ojo de la capa Copia de Fondo veremos la imagen con o sin máscara de contraste. Así nos haremos una mejor idea de la diferencia entre aplicar la máscara o no.

7) Clicando sobre el menú Imagen/Aplanar imagen, reduciremos las capas fundiéndolas y ya podemos guardar la imagen.



Ahora ya se puede ver el antes y el después:




6 de diciembre de 2006

Mejorando fotos

Me gustan las fotos. La cámara digital me ha permitido disfrutarlas de otra manera. Aprendí con el GIMP y mucha dedicación a mejorar algunas de las fotos que yo realizaba y me gusta eliminar aquellos elementos que entorpecen la vista, a mi entender.

Estas fotos son una muestra de lo que se puede hacer:





Mazamitla es una población de la sierra en Jalisco (México). Y su iglesia es muy bonita.

Cinema italiano

Ieri ho visto un film italiano, è uno di questi che mi arrivano ogni tanto. Il titolo è Ti amo in tutte le lingue del mondo ed è una commedia.

Io, lo confesso, amo le commedie. Non tutte sono buone, neanche intelligenti, però qualche volta mostrano esseri umani buoni, con i loro problemi e queste piccole circostanze della vita che fanno soffrire, disperare e ritornare sulla via giusta via. A me insegnano a guardare la vita in un altro modo, forse meno drammatico.

Una studente, ragazzina è innamorata di un suo professore e gli invia dei piccoli messaggi con l'espressione "ti amo" in tutte le lingue del mondo.